La dracena di Cleve Backster prima parte
Il 2 febbraio 1966 si verificò un evento che cambiò drasticamente la vita di Cleve Backster, evento accaduto durante una pausa caffè che avrebbe avuto risvolti inimmaginabili.
Cleve Backster era all’epoca il principale esperto di poligrafo, meglio conosciuto come ‘macchina della verità’ o lie detector, ed è stato inoltre il creatore del Backter Zone Comparison Test, lo standard usato a livello mondiale dagli esaminatori.
Quella mattina, dopo una notte insonne di lavoro, decise di prendersi una pausa e di annaffiare le piante nel suo studio. Mentre riempiva l’annaffiatoio, si chiese quanto tempo avrebbe impiegato l’acqua a risalire dalle radici fino alle foglie della sua Dracena, e pensò di collegare il poligrafo alla pianta per verificarlo.
Il lie detector registra i cambiamenti della conduttività elettrica della pelle: un basso livello di conduttività elettrica indica uno stato di calma, una attività più intensa ( EDA ) indica stress, segnale che il sistema nervoso simpatico è in allerta e aumenta l’attività delle ghiandole del sudore. Gli elettrodi del poligrafo applicati alle foglie della Dracena avrebbero dovuto registrare qundi un abbassamento di resistenza dovuto alla risalita dell’acqua.
Non accadde nulla di tutto ciò: il tracciato anzi iniziò a puntare verso il basso. Backster provò a suscitare una qualche reazione nella pianta, immergendo una foglia nel caffè, ma il tracciato continuò a puntare verso il basso, come se la pianta fosse.. annoiata. Ma quando Backster pensò di bruciare una foglia, il pennino del registratore schizzò verso l’alto.
La pianta aveva percepito il pensiero di Backster. Non solo, aveva percepito l’intenzione e aveva reagito con quella che si può definire una reazione di terrore. Nell’anno e mezzo che seguì, Cleve Backster e il suo collega Bob Henson replicarono l’esperimento iniziale e monitorarono regolarmente le reazione delle piante all’ambiente, scoprendo molte e diverse particolarità, con implicazioni ancora più sorprendenti.
Bruce H.Lipton e l’epigenetica a Milano
L’epigenetica è definita oggi una ‘scienza di frontiera’, anche se già Jean-Baptiste de Lamark (1744-1829) dimostrò, prima di Darwin e della sua teoria dell’evoluzione, che in realtà sono la cooperazione e la comunità il principio dell’evoluzione.
Bruce Lipton è il biologo cellulare americano che, alla fine degli anni ’60 e grazie ai suoi studi ed alle sue ricerche sulle cellule enucleate, identificò che il vero ‘cervello’ delle cellule risiede nella membrana cellulare e non nel nucleo che contiene il materiale genetico.
Contrariamente a quanto era sempre stato affermato in precedenza, i geni non si auto-controllano ma sono controllati dall’ambiente ed influenzati dai nostri pensieri e dalle nostre credenze.
In sostanza, il nostro DNA non controlla la nostra biologia. Lipton afferma, supportato dalla sua ricerca e dai risultati, che siamo co-creatori della nostra vita e della nostra biologia:
‘Abbiamo la capacità di correggere i dati che inseriamo nei nostri bio-computer, esattamente come io posso scegliere le parole da digitare sulla tastiera. Scoprendo in che modo le IMP (Integrale Membrane Proteins) controllano i processi biologici, diventeremo padroni del nostro destino, e non più vittime dei nostri geni.’
Bruce Lipton sarà presente ad Assago – Milano i prossimi 7 e 8 maggio 2011, in uno straordinario evento unico in Italia assieme al Dr.Roy Martina – SDE (Sistema di D-linking Energetico).
L’ Associazione Change propone la partecipazione all’evento in prima assoluta ad un prezzo speciale per i suoi assocati.
Biblioteca: Bruce H. Lipton – La Biologia delle Credenze , Come il pensiero influenza il DNA e ogni cellula - Macro Edizioni 2006
I pulcini e la Legge dell’attrazione
I ricercatori e gli scienziati pionieri della fisica quantistica scoprirono le particolari proprietà dei quanti, le particelle presenti a livello subatomico. A livello infinetesimale il mondo che conosciamo in realtà è un infinito reticolo di possibilità, ciò che lo rende solido è il coinvolgimento di un ‘osservatore‘.
Una delle domande che sono scaturite da questa manifestazione è stata: se l’atto dell’attenzione influenza la materia fisica, quale effetto produce l’osservazione deliberata, ovvero l’intenzione? Come dimostrarlo?
Tra i numerosi studi eseguiti, uno in particolare ideato e condotto da Renè Peoc’h della Fondation ODIER ( Nantes, Francia ) ha coinvolto un gruppo di pulcini.
I pulcini appena nati furono sottoposti ad imprinting con una chioccia robotica. Il robot chioccia fu collocato all’esterno della gabbia dei pulcini, e coordinato da un generatore di movimento casuale si muoveva liberamente, mentre il suo percorso veniva registrato.
I risultati dell’esperimento dimostrarono in maniera inconfutabile ed evidente che il robot chioccia si muoveva in direzione dei pulcini due volte e mezzo più spesso di quanto avrebbe dovuto. I pulcini, desiderando avere accanto la strana madre robotica, l’unica che conoscevano, hanno influenzato il robot attirandolo vicino alla gabbia.
Uno studio simile ha utilizzato una candela posizionata su un dispositivo mobile, con i pulcini sistemati nel recinto al buio ed i risultati sono stati equivalenti a quello della chioccia robotica, dimostrando che anche gli animali sono in grado di esercitare l’intenzione.
Il Processo serale degli Aspetti Positivi
Il sonno porta distacco e ristoro dagli sforzi e ricerche che hanno permeato la nostra giornata.
Durante il riposo notturno non siamo consapevolmente attenti al nostro corpo fisico, che in questo momento trova recupero e ristoro. Anche il nostro Io Interiore ritrova il suo riallineamento energetico.
Esther e Jerry Hicks, nel loro libro ‘Il denaro e la Legge dell’Attrazione’ suggeriscono di utilizzare il momento che precede il sonno per rafforzare il nostro pensiero positivo, con una modalità molto semplice che potremo far diventare una piacevole abitudine.
Sistemiamoci comodamente nel nostro letto e dirigiamo la nostra attenzione sugli avvenimenti della giornata, cercando e sottolineando gli aspetti piacevoli: quello che ci è piaciuto di più, la parte migliore di quello che è successo. Esaminiamo questi aspetti e manteniamo ferma l’attenzione senza farci deviare dal ricordo degli eventi negativi che abbiamo incontrato durante il giorno.
Prestiamo attenzione alla comodità del nostro letto, gradevole e accogliente. Ripetiamo a noi stessi che avremo un buon sonno ristoratore e che l’indomani ci risveglieremo ristorati per iniziare il nuovo mattino con un nuovo punto di attrazione benefico e positivo.
In questo articolo si parla del riallineamento positivo che possiamo compiere il mattino.
Buon riposo!
Il principio della risonanza
Nel mondo fisico Newton evidenziò il pricipio di causa ed effetto: ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.
Dobbiamo però anche tenere conto, alla luce delle scoperte della fisica quantistica, che materia, energia e coscienza non sono distinte e separate ma semplicemente differenti frequenze sulla stessa sequenza continua.
Ogni nostro pensiero elaborato genera una particolare e distinta frequenza, e questa frequenza genera una reazione da parte dell’universo. Il principio di causa ed effetto si applica anche al pensiero.
Risonanza è una parola di origine latina, il suo significato è ‘suonare di nuovo’ e definisce il trasferimento della vibrazione da un mezzo ad un altro. E’ lo stesso principio grazie al quale un diapason vibra quando con uno strumento musicale si produce la stessa nota con cui il diapason è impostato.
Lo stesso accade a noi quando condividiamo schemi molto simili con i nostri famigliari, amici, animali: entriamo in risonanza.
L’energia di uno specifico schema o frequenza risuona con con un qualsiasi altra energia che abbia uno schema o una frequenza simili: un diapason come un pensiero, è il principio della risonanza.
I pensieri creano eventi e circostanze che hanno la stessa frequenza, lo stesso schema e che per questo entrano in risonanza.
La legge dell’attrazione è l’insieme dei principi di risonanza e di causa ed effetto.
Spazio recensioni: SpazioAzzurro
Questo articolo è dedicato al portale SpazioAzzurro, un interessante sito sulla Legge dell’attrazione.
SpazioAzzurro mette a disposizione del lettore diverse pagine, corredate da numerosi video, per informare ed aggiornare su questo tema e tratta dei diversi aspetti ad esso legati quali ad esempio il denaro, la visualizzazione, la meditazione, il presente.
All’interno del portale troviamo anche due importanti sezioni che informano sui migliori libri ed i migliori siti che si occupano della Legge dell’attrazione. La pagina dedicata ai libri permette di collegarsi direttamente con Macrolibrarsi.it per chi desidera effettuare l’acquisto on line dei volumi che interessano.
La pagina dei migliori siti presenta un’ampia selezione di siti e blog consigliati in continuo aggiornamento, una raccolta accurata di quanto di meglio possiamo trovare sul web.
SpazioAzzurro dispone anche della fan page su Facebook: Il portale della legge di attrazione per una partecipazione diretta ed uno scambio di conoscenza dinamici sul social più seguito del momento.
A voi il piacere di accedere e scoprire quanto offre SpazioAzzurro.
I quanti ed il principio di indeterminazione
I primi esploratori del mondo dei quanti furono il fisico danese Niels Bohr e Werner Heisenberg. L’atomo non era il più piccolo componente della materia, come si era erroneamente ritenuto, e non era indivisibile ma composto da particelle diverse.
Le particelle che compongono gli atomi sono complicate da descrivere e spiegare: in realtà non esistono come oggetti solidi ma come potenzialità. Heisenberg e Bohr constatarono che a livello subatomico la realtà non è sostanza solida ma è costituita da campi di possibilità. La realtà non è altro che l’idea o il progetto della realtà, e l’osservazione, o l’intenzione di osservarla, ne modifica il comportamento.
Il principio di indeterminazione di Heisenberg afferma che non è possibile misurare tutte le proprietà di una particella subatomica: ogni volta che si cerca di rilevare un elettrone, esso compare nel punto dove gli scienziati si aspettavano di trovarlo. Se se ne misura la posizione, non è possibile stabilire la sua velocità o direzione.
Le ricerche scientifiche hanno portato ad osservare un fenomeno ancora più incredibile, il campo di punto zero. A livello infinetesimale e alla temperatura dello zero assoluto, là dove tutte le altre forme di energia svaniscono, permane questa forma di energia che è persino difficile chiamare energia, non è neppure uno spazio vuoto: gli scienziati lo definiscono un campo di informazioni. Un mare di pura coscienza dove le bizzarre proprietà dei quanti, quelle che Einstein definiva terrificanti azioni a distanza, acquistano una prospettiva diversa.
Tutte le cose del mondo fisico sono fatte di atomi.
Gli atomi sono fatti di energia.
L’energia è fatta di coscienza.
M. Smith & J. Assaraf – La Risposta
L’immagine del mondo e la fisica quantistica – parte seconda
La scoperta di Einstein si può riassumere in questo modo: tutto è energia.
La convinzione degli scienziati che il nostro universo fisico fosse composto da atomi, particelle elementari, con la scoperta della radioattività e la possibilità di indagare nel mondo dell’infinitamente piccolo si è sgretolata.
Gli atomi - unità indivisibile in greco antico – sono in realtà composti da protoni, elettroni e neutroni, a loro volta composti da pacchetti di energia con comportamenti bizzarri. Niente di quanto esiste a livello subatomico si comporta secondo le leggi newtoniane, e nemmeno secondo le regole fondamentali di Einstein.
Queste particelle, chiamate quanti, hanno la capacità di influenzarsi a vicenda e sono sempre connesse tra loro, a prescindere dalla distanza che le separa. Questo effetto si manifesta a velocità superiore a quello della luce ( 300.000 km al secondo ).
Le loro proprietà sono dunque la non-separabilità e la nonlocalità, il che significa una interconnessione istantanea. Einstein la definiva ‘terrificante azione a distanza’.
A vent’anni di distanza dal lavoro di Einstein, la fisica quantistica fa un’altra scoperta sconvolgente riguardo alle particolarità dei quanti: questi pacchetti di energia in realtà sono pacchetti di possibilità. Non solo, l’atto di osservarli influenza il loro comportamento. Ancora più sconvolgente è la scoperta che è sufficente la sola intenzione di osservarli per influenzarne il comportamento.
L’azione della coscienza, attraverso l’intenzione, influenza la materia ed è una componente essenziale della realtà.
L’immagine del mondo e la fisica quantistica – parte prima
Nel 1633 Galileo Galilei, ormai anziano, venne condotto davanti all‘Inquisizione romana, processato e condannato per eresia.
Il suo reato e la sua grave colpa furono quelli di aver osservato, verificato come funziona il mondo e aver affermato che erano la Terra e gli altri pianeti a girare intorno al Sole, confermando la teoria espressa un secolo prima da un altro grande astronomo, Niccolò Copernico.
Contraddicendo in questo modo le Sacre Scritture, Galileo Galilei aveva anche scosso alle fondamenta il modo di concepire il mondo fisico ma, nonostante la condanna, le sue idee, i suoi esperimenti e i suoi modelli matematici divennero le basi della scienza moderna.
E’ su queste basi che Isaac Newton ha costruito in seguito le fondamenta della fisica classica e le sue leggi del movimento hanno permesso il progresso della tecnologia, tanto da consentirci di inviare le sonde spaziali su Marte.
Anche questa visione del mondo ha però vacillato all’alba del ventesimo secolo, quando la scoperta della radioattività ha permesso agli scienziati di arrivare ad osservare il mondo all’interno dell‘atomo: a livello subatomico nulla si comporta secondo quanto previsto dalle leggi newtoniane.
Occorreva una idea rivoluzionaria per spiegare come funziona il mondo alla luce di queste nuove conoscenze, ed è stato grazie alla luce che Albert Einstein ha elaborato la teoria della relatività. La formula E = mc2 in sostanza ci spiega che l’energia e la materia sono legate tra loro, e l’una può trasformarsi nell’altra. Tutto è energia.
Il mondo della materia e quello dell’energia non sono separati, nei decenni successivi alla formulazione della teoria della relatività la meccanica quantistica ha iniziato ad indagare su questo collegamento e su quanto avviene a livello subatomico, dentro l’infinitamente piccolo fino a scoprire gli elusivi pacchetti di energia vibrante che compongono la materia, i quanti. I quanti, ed il loro particolare comportamento.
Non c’è distinzione tra materia ed energia, ed il confine tra il mondo fisico e quello dei nostri pensieri non solo si assottiglia, ma svanisce.
Trasformiamo le formiche
Alleniamo i pensieri, trasformiamo le formiche.
E’ un buon suggerimento che ci viene dato da Murray Smith e John Assaraf nel loro libro ‘La Risposta’.
Cosa sono le formiche? Sono i nostri pensieri negativi e limitanti che da giorni, mesi, anni assalgono la nostra mente e ci condizionano pesantemente.
Da dove vengono? In media ognuno di noi si è sentito ripetere la frase “No, non puoi” circa 150.000 volte prima di diventare maggiorenne. La frase “Si, puoi” ci è stata elargita invece soltanto 5000 volte. Una pessima proporzione, trenta volte no per un si. E’ il nostro maggiore ostacolo, con questo condizionamento finiamo per credere che noi non possiamo, ed ecco i pensieri negativi e le credenze limitanti che giorno dopo giorno ci dirigono.
Vogliamo identificarli e scriverli in una lista? Potrebbero volerci giorni, eppure possiamo metterli a fuoco:
- Non potrò mai farcela..
- Ho paura di provare, fallirò miseramente..
- Non sono bravo, non sono abbastanza in gamba..
- Non so nemmeno da dove cominciare..
- Mi va sempre tutto storto..
- Non imparerò mai..
- Tutto diventa sempre troppo difficile, sempre problemi..
Cosa possiamo fare per fermare questa invasione?
Le formiche marciano in fila,
Hurrà, hurrà…
Prendiamoci del tempo e sediamoci per compilare un contro-elenco, questa volta di pensieri positivi: creiamo una lista di pensieri rinforzanti.
- Non potrò mai farcela - Posso imparare e acquisire le capacità che mi servono OPPURE trovare le persone che mi possono aiutare.
- Ho paura di provare, fallirò miseramente – Avere paura è normale, sono dubbioso ma lo faccio ugualmente.
- Non sono bravo, non sono abbastanza in gamba - Posso ottenere tutto ciò per cui imposto la mia mente, sono una persona di successo.
- Non so nemmeno da dove cominciare – Ho a fuoco lo scopo e l’obiettivo, sempre.
- Mi va sempre tutto storto – Trovo sempre la soluzione ad ogni problema.
- Non imparerò mai - Per me imparare cose nuove è facile.
- Tutto diventa sempre troppo difficile, sempre problemi – Sono capace, sono in gamba, so trovare le soluzioni e sfruttare le opportunità.
Questa lista è un esempio di come possiamo trasformare le formiche in nuovi pensier positivi, nuove convinzioni. Prepariamo la nostra lista di auto-rafforzamento, cambiamo il linguaggio, ripetiamoli costantemente per rieducare la nostra mente inconscia.
I risultati non saranno immediati, occorreranno tempo e pazienza ma alla fine sarà come entrare in un giardino trascurato e piantare nuovi semi. Diamogli tempo e spazio per germogliare e avremo un giardino rigoglioso.












